Il testo si presenta come una vivacissima farsa d’interni, ricca di brio e di una comicità giocata sui rapporti umani, sulle convenzioni sociali e sulle piccole disavventure della quotidianità.
Gottardo è un giovane commerciante di lino, da pochi giorni sposato con Placida. Ha appena aperto bottega e per economia è arrivato al punto di rinunciare al pranzo di nozze, con grande disappunto della moglie e degli amici. Uno di questi, Agapito, figura atipicamente plautina di istrionico parassita, organizza, per burla, ad insaputa di Gottardo, un ricco pranzo in casa dell’amico assente, invitando, tra gli altri, il vecchio signor Pandolfo. A costui il giovane sposo deve la posizione sociale, la nuova attività ed il matrimonio. Agapito cerca di accollare la spesa del pranzo all’ignaro Gottardo, fingendosi suo fratello con l’oste. Tra poeti d’occasione, garzoni “ad orologeria” e orologi scomparsi, la burla fallirà e il burlone finirà burlato…

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