

Il testo si presenta
come una vivacissima farsa d’interni, ricca di brio e di una comicità
giocata sui rapporti umani, sulle convenzioni sociali e sulle piccole disavventure
della quotidianità.
Gottardo è un giovane commerciante di lino, da pochi giorni sposato
con Placida. Ha appena aperto bottega e per economia è arrivato al
punto di rinunciare al pranzo di nozze, con grande disappunto della moglie
e degli amici. Uno di questi, Agapito, figura atipicamente plautina di istrionico
parassita, organizza, per burla, ad insaputa di Gottardo, un ricco pranzo
in casa dell’amico assente, invitando, tra gli altri, il vecchio signor
Pandolfo. A costui il giovane sposo deve la posizione sociale, la nuova attività
ed il matrimonio. Agapito cerca di accollare la spesa del pranzo all’ignaro
Gottardo, fingendosi suo fratello con l’oste. Tra poeti d’occasione,
garzoni “ad orologeria” e orologi scomparsi, la burla fallirà
e il burlone finirà burlato…

31/8/2001 |
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